Come si fa il trucco permanente?

Il trucco permanente viene denominato in tantissimi modi (semipermanente, micro pigmentazione, dermopigmentazione, tatuaggio estetico) ma ciò che viene proposto è essenzialmente uguale.

Lo stesso metodo, anche se con apparecchiature e colori appositi, si trasforma in applicazione paramedicale quando le aree trattate si spostano dal viso al corpo e si agisce su cicatrici, sul cuoio cappelluto, su areole mammarie cercando di ridurre gravi inestetismi tramite un effetto correttivo denominato camouflage. Si tratta, insomma, di un universo sconfinato in cui è difficile muoversi con consapevolezza e attenzione. Abbiamo chiesto al dottor Massimo Froio, titolare di Biotek, una delle aziende italiane più importanti e accreditate del settore, di darci qualche consiglio.
“Più belle e perfette in ogni momento si può, ma fate molta attenzione alla scelta dell’operatore al quale vi rivolgete e più che mai alle attrezzature e ai colori che vengono utilizzati. Il trucco permanente, infatti, è relativamente semplice da eseguire, ma il risultato perfetto sul cliente finale è garantito da un equilibrio di vari elementi fondamentali. Per capirci meglio: credo che a nessuno piacerebbe ottenere un buon contorno estetico su labbra, ma eseguito con colori altamente tossici o delle sopracciglia ben disegnate di un marrone caldo che in brevissimo tempo si trasforma in un rosso acceso (tecnicamente viraggio di tonalità).
Allo stesso modo un colore perfetto applicato ad un disegno completamente errato (linea asimmetriche, code di sopracciglia sulla zona della tempia, contorni labbra molto marcati) sarebbe altrettanto improprio.
Il risultato di qualsiasi applicazione di trucco permanente, perfetto o imperfetto che sia, sarà un segno più o meno evidente sul viso che ne cambierà la fisionomia.
Per evitare di trovarsi in queste situazioni bisogna sempre ricordare che aziende e operatori del settore hanno un’etica professionale da rispettare, ma anche delle normative da seguire. I clienti finali, da parte loro, hanno una parte di responsabilità, cercando spesso delle soluzioni pratiche e chiedendo trattamenti veloci, indolori, ma in questa ricerca si dimenticano spesso della sicurezza

Un trucco di tipo permanente si ottiene tramite delle apparecchiature simili a penne, che introducono per mezzo di aghi sottili delle piccolissime quantità di pigmenti colorati sottopelle, per la precisione nella parte
superiore del derma. La pratica è molto simile a quella del tatuaggio tradizionale, ma l’area su cui si lavora e i risultati ottenuti sono molto diversi. I pigmenti e le attrezzature del TPC sono molto più sofisticate e rispondono a restrittive norme di produzione.
L’inserimento sottocutaneo di micro-granelli di pigmenti colorati, molto ravvicinati l’uno all’altro, crea una linea; più linee continue o accostate creano ovviamente un disegno. Stiamo in questo modo eseguendo un restyling delle linee naturali del viso: contorno occhi, rima ciliare, contorno labbra, peli sull’arcata sopracciliare. A seconda delle aree da trattare la linea può essere più sottile, più spessa o più morbida,

grazie a un effetto sfumato. Per ottenere questi risultati, che rendono più naturale l’intervento estetico completo, è necessario usare tipologie di aghi diversi, proprio come nel trucco tradizionale si usano pennelli diversi per riempimenti o linee, per marcature o trasparenze. Un ago di scarsa qualità, di dubbia produzione, probabilmente fatto in serie e in grandi quantità non può certamente dare garanzia di una buona esecuzione”.
L’ago è il veicolo che deve portare il colore sottopelle, deve essere preciso e ben lavorato, saldato in argento, altrimenti si rischia di danneggiare, di graffiare o di procurare allergie alla cliente e di creare un terreno di impianto sfavorevole, e perciò un risultato scarso”.
E garantire una buona qualità in fatto di apparecchiature e materiali è compito dell’azienda o dello studio a cui ci si rivolge: “La sicurezza”, continua Massimo Froio, “ben pochi lo sanno, e vorrei farlo presente a
tutti gli operatori e clienti finali, si può verificare. Chiedete all’azienda da cui vi fornite le schede tecniche complete degli ingredienti dei pigmenti che usate sulle vostre clienti; basta una volta sola per incorrere in guai seri che segneranno il vostro percorso professionale.
Assicuratevi che i dispositivi elettrici ed elettronici abbiano la marchiatura laser CE, non l’etichetta rimovibile.
Sicurezza e igiene sono argomenti da non prendere sotto gamba. Richiedete, anzi pretendete, dalla aziende documentazioni, schede tecniche, certificati. È un vostro diritto.”
Alle signore che desiderano ricevere un trattamento ben fatto, consigliamo perciò di rivolgersi esclusivamente ad operatori specializzati, in possesso di un diploma autorevole che garantisca la loro preparazione e i loro studi in questo specifico settore.

Da Trucco & Bellezza n. 1 Intervista a Massimo Froio, titolare Biotek