Dimmi il tuo colore… ti dirò chi sei

unghie_7_a.jpgDietro ogni tonalità si cela un simbolismo preciso e remoto. Già gli Egizi avevano regole cromatiche per abbellire il corpo. Oggi li scegliamo per "gusto" e per manifestare uno stato d’animo


unghie_7_carnival.jpgIn qualsiasi momento della nostra vita siamo circondati dai colori. Colori che ci piacciono o no, che manifestano uno stato d’animo, che ci regalano un’emozione, che ci fanno "stare bene" o ci trasmettono malinconia. Spesso abbiamo la possibilità di decidere quali debbano accompagnarci durante la giornata, dalla scelta del colore di una macchina o della tonalità delle pareti di casa nostra, fino alle tinte dei nostri abiti, degli accessori e di tutto quanto fa parte della nostra persona. Si ritiene infatti che il colore sia per la mente come le onde per il mare: agisce, muove, accende. Ecco perchè ognuno di noi ha il suo preferito. In questo contesto non fanno eccezione le unghie, una parte del corpo che grazie a una gamma di smalti, gel e polveri acriliche pressoché infinita può assumere ogni tonalità desiderata.

Luoghi comuni, origini profonde?

Nell’arco della storia dell’umanità, i colori hanno avuto un significato più profondo rispetto all’aspetto estetico. Cominciarono gli uomini della Preistoria, a dipingere le caverne; successivamente ogni popolazione della terra si è decorata e circondata di colori, lasciando simbolismi e "messaggi" consolidati. Ancora oggi si sente dire che il rosso significa "passione", l’azzurro trasmette "tranquillità", che il nero è il colore del lutto, mentre il bianco comunica "purezza". Tutte queste affermazioni hanno, nella maggior parte dei casi, un’origine profonda, un legame con il passato. Un "qualcosa" che forse, quando scegliamo per i nostri abiti e per le nostre unghie un colore, emerge da dentro e cerca la simbiosi fra come ci sentiamo "dentro" e come ci vediamo o vogliamo che ci vedano "fuori".

Le prime prove della valenza estetica dei colori le troviamo fra gli antichi Egizi: le materie coloranti (azzurro lapislazzuli, rosso rubino, azzurro, verde smeraldo e bruno scuro) avevano dei significati particolari, ed erano usati per abbellire il corpo secondo regole tanto precise che Rimmel, nel 1870, ne formula i principi dell’arte cosmetica: "il bianco che corregge i toni della pelle, il rosso che ripristina la freschezza delle guance, l’azzurro che sottolinea i confini della fronte, il carminio che ravviva l’incarnato delle labbra, lo henna (rosso tenue) che impartisce alle dita la tonalità dell’aurora". Anche molte scelte cromatiche "sociali" dettate dall’esperienza ben si spiegano con un ragionamento scientifico o un retaggio del passato: prima degli anni ‘60 i chirurghi operavano con un camice bianco, e bianco era anche il lenzuolo dove giaceva il paziente. Dopo aver fissato il sangue rosso, succedeva ai medici di vedere, sul bianco dei camici e delle lenzuola, una macchia luminosa di colore verde-azzurro assai fastidiosa. Venne così introdotto l’uso di camici verde-azzurro: la macchia verde su fondo verde non dava più fastidio. Questo espediente fu fatto probabilmente "a occhio", ignorando il fatto che quel verde-azzurro della macchia luminosa era il complementare del rosso sangue. Parlando di sport, invece, è curioso osservare che nel calcio i portieri, dopo anni passati ad indossare divise scure per "nascondersi", negli ultimi tempi indossino una maglia dai colori sgargianti, per "colpire" l’occhio degli avversari e distrarli. Gli eserciti hanno invece percorso la strada opposta: se prima portavano colori vivaci per intimorire il nemico nel corpo a corpo, poi sono passati a divise mimetiche, in seguito all’avvento delle armi da fuoco, contro le quali è meglio nascondersi. Tutto il personale che lavora per la sicurezza (vigili del fuoco, addetti al primo soccorso ecc.), indossa divise vivaci, con colori fosforescenti: questo perchè in caso di necessità devono essere ben visibili. Invece Polizia e Carabinieri vestono divise blu e azzurre perché danno un senso di tranquillità e di fiducia. E gli esempi potrebbero proseguire ancora…

Il "colore" nel vocabolario

Sul vocabolario la parola "colore" ha due definizioni: la prima, data dai fisici, dice che il colore è una percezione di luce riflessa da un oggetto sui nostri occhi; la seconda, data dagli artisti, spiega che il colore è una sostanza usata per dipingere (questi dovrebbero parlare di "pigmento cromatico"). Sia gli scienziati che gli artisti hanno dimostrato che sono solo tre i colori di base dai quali si ottengono, mescolandoli, tutti gli altri: questi tre colori, considerati "assoluti" perchè non si possono ottenere con nessuna mescolanza, sono detti "primari". Per lo scienziato i colori primari sono il rosso, il blu e il verde, detti anche "primari spettrali". Miscelandoli si ottiene il bianco, con una sintesi additiva (si somma luce a luce). Per il pittore invece sono il rosso (rosso-magenta), il blu (blu-ciano) e il giallo, detti "primari pittorici". Mescolandoli si ottiene una tonalità scura, quasi nera (sintesi sottrattiva, si toglie luce a luce). Combinando i colori primari a due a due in parti uguali, otteniamo tre nuovi colori, detti "secondari": arancio (rosso più giallo), verde (giallo più blu) e viola (blu più rosso). Anche i colori secondari sono considerati fondamentali. Ogni primario ha il suo complementare, che è precisamente quel colore secondario ottenuto dalla mescolanza degli altri due primari: il rosso è complementare del verde (giallo più blu), il giallo è complementare del viola (blu più rosso), il blu è complementare dell’arancio (rosso più giallo). Un primario e il suo complementare sono considerati in equilibrio tra loro, cioè stanno bene accostati.

I colori oggi

Stagione dopo stagione si sentono affermazioni come "il colore che andrà di moda sarà…", "quest’anno è tornata la tonalità…" e così via. È altrettanto vero che ciascuno si "sente" maggiormente a suo agio indossando un colore piuttosto che un altro, anche a prescindere dalle mode. Guardiamo nei nostri armadi, balzeranno all’occhio alcune tonalità dominanti. Lo stesso può dirsi per gli accessori, i trucchi e i cosmetici. Questo perché i colori riflettono il nostro stato d’animo e lo influenzano. E non dimentichiamo la Natura, maestra nell’utilizzo del pennello: pensiamo al malinconico fascino dell’autunno, effetto della contemporanea presenza dei rossi tenui, del marrone, del verde sbiadito, o ancora al risveglio dell’estate, dipinta di giallo (colore della vitalità) e azzurro. Riflettiamo un momento sul blu del mare, sul bianco della neve… e i nostri pensieri saranno convogliati verso un preciso e intimo stato d’animo. E la moda non sta a guardare: il nero snellisce, il bianco "illumina", il rosso attira l’attenzione. Tutto questo per un gioco infinito che ci colora – è il caso di dirlo… – le giornate e la vita, un gioco al quale partecipano anche le unghie, ultima e preziosa "appendice" posta su quelle mani tanto piccole rispetto a tutto il resto, quanto importanti per comunicare. Giocate allora con i colori, assecondate il vostro gusto, il momento, "ascoltatevi" o fatevi consigliare dal vostro onicotecnico di fiducia e scegliete insieme. Le tonalità a vostra disposizione sono praticamente illimitate. E ricordatevi che è dalle piccole cose che si incomincia per i grandi risultati…