Povero Natale, evviva il Natale

consigli_natale_2009_a.jpgTravolte dagli eventi, dagli impegni, dalle cene e dalle luci?
Preoccupate per la corsa all’ultimo, disperato dono il 23 sera?
Stanche del conformismo consumistico del mese di dicembre?
Ecco il decalogo per apprezzare davvero le feste. E un’avvertenza finale…


consigli_natale_2009.jpgCi sono modi diversi di vivere il Natale, dato che non possiamo nasconderci in una buca per tre settimane ed evitarlo.
Uno è quello di farsi travolgere dal calderone di appuntamenti e regali obbligati, di restare intrappolati in cene comandate e sommersi da maree di sms di foggia e sapore industriale (che orrore quelli tutti uguali!). Con un effetto psicofisico simile alla sindrome da accerchiamento dei colleghi d’ufficio (la patologia per cui tutti, più o meno nello stesso momento, hanno urgente bisogno di noi).
Un altro, non meno negativo del primo (anzi) e forse oggi il più diffuso (ahinoi), è quello di bistrattarlo, di "sopportarlo", impaludati in un singolare "conformistico anticonformismo". In poche parole, adeguarsi al coro che di punto in bianco decide di esaltare o contestare questo o quel fenomeno o evento, assurgendosi a giudice monocratico della sensibilità e dei gusti della gente.
Il coro che sentenzia – con un po’ di spocchia, spesso – "che orrore il Natale con i suoi riti" e che ci costringe ad adeguarsi supinamente per non passare – è qui l’assurdo – da conformisti a nostra volta.
Un terzo modo, che di gran lunga preferiamo, è quello di tornare alla radice delle cose, alla semplicità, alla naturalezza, alla gioia di vivere. Anche dell’evento più sfarzoso dell’anno.
Come? Vediamolo insieme.
1. Riposarsi. Per un anno ci svegliamo quando vuole la sveglia. Approfittiamo di questi giorni per regalarci un sonno pieno e ristoratore, finchè il nostro corpo lo desidera.
2. Più tempo in bagno. Secondo sondaggi recenti, uomo e donna trascorrono mediamente per prepararsi la mattina e la sera, meno di dieci minuti. Autobus, taxi, appuntamenti di lavoro ci trascinano fuori. Sotto Natale non guardiamo l’orologio, occupiamo il bagno per rilassarci, pettinarci e cospargerci di creme come desideriamo.
3. Buone azioni. Le rimandiamo sempre, per mancanza di tempo o per pigrizia (anche, purtroppo, mentale). Durante le vacanze facciamo un regalo concreto a chi è più sfortunato di noi. Trascorriamo del tempo – che sottrarremo al divano… – in ospedale da una persona cara o per compilare un bollettino per una donazione.
4. Una telefonata. Da quanto tempo non sentiamo il carissimo amico della scuola o li vicino di casa quando giocavamo in giardino da lui? Durante l’anno non c’è tempo, ma ora ne abbiamo tantissimo.
5. Una cena. Lavoro e impegni ci allontanano dalle persone a cui vogliamo bene – e che ci vogliono bene – più di quanto pensiamo. Le serate fra Natale e Capodanno sono ideali per rivedere un gruppo di amici storici o d’infanzia. Basta una pizza e un panettone che abbiamo in casa. 
6. Un lavoretto in casa. La libreria da montare. Le cornici da prendere e sistemare. Lo rimandiamo sempre durante l’anno per mancanza di tempo. Organizzato in questi giorni, con la musica alta e le pause (la merenda!) e le osservazioni che vogliamo, avrà un altro sapore: quello del gioco, e non del dovere.
7. Una vera colazione. Fantozzi insegna, quando si lavora la colazione dura 2 minuti e 40 secondi (ed è il pasto più importante della giornata, lo dicono i nutrizionisti; pensate se fosse il meno importante!). Quello che ci vuole come regalo durante le feste è una colazione come da bambini. Comoda, abbondante e con il quotidiano da leggere alla fine. 
8. Un regalo a noi stessi. Il maglione – in saldo! – dopo la Befana. Un trattamento di massaggi o di bellezza. Un libro. Un vizio che di questi tempi non possiamo permetterci? No, un dono per stare meglio.
9. Un regalo alla persona amata. Come sopra. Con l’aggiunta di una romantica cena, fuori dalle date comandate, in quella trattoria così speciale, dove saremo coccolati.
10. Una piccola gita non distante da casa. Le nostre città e i nostri borghi sono quasi tutti meravigliosi. E hanno scorci unici, piazze incredibili, chiese, palazzi e castelli da togliere il fiato. Per non dire dei musei. Scenari meravigliosi che spesso l’italiano non visita (malato grave di esterofilia) e non conosce. Se vogliamo organizzare una passeggiata romantica e una visita culturale allo stesso tempo, che impegni poche ore – e pochi euro -, non esiste nulla di meglio di questo.

Avvertenze. Come tutte le terapie, il rispetto del catalogo di cui sopra si presta a una controindicazione. Attenzione dunque: vivere il Natale con serenità e semplicità allarga il cuore, produce sorrisi e aumenta l’ottimismo.

Nella Foto:
Stylist: Roberto Corona for Gaetano Navarra
Abiti: Gaetano Navarra
Hair and make up: Tania Oluic for Carlo Bay Firenze
Nail artist: Paola Sacripante, Antonio Sacripante
Foto: Max Salani
Ricette: Manuela (ristorante La Traviata, via Urbana, 5 Bologna)
Location: Accademia Nails&Beauty Bologna
Studio fotografico: Portici di Bologna
Ristorante: La Traviata di Bologna