Trucco permanete labbra

Se il trucco della bocca è una difficoltà obbiettiva nell’ambito del make-up, in cui i prodotti utilizzati vengono applicati in maniera temporanea sulla superficie della pelle, lo è ancora di più per il trucco permanente, dove i pigmenti sono introdotti nella pelle con un procedimento che tende ad essere definitivo.Questa differenza diventa fondamentale quando l’obbiettivo del make-up è quello di barare, ingannare, illudere l’occhio dell’osservatore e fare in modo che sembri reale ciò che, di fatto, non lo è.

Un errore comune nel mondo del trucco permanente è quello di confondere questa pratica con il make-up giornaliero, cercando di raggiungere effetti cromatici e strutturali troppo radicali e, se vogliamo, temerari. Ingrandire smisuratamente una rima labiale, ad esempio, riempiendo il nuovo contorno con lo stesso colore della mucosa (l’“incarnato”, cioè, delle labbra) è lo sbaglio che fanno in molti illudendosi di ottenere un effetto omogeneo e naturale quando, invece, la riflessione solare mette in luce volumi diversi svelando il trucco (è il caso di dirlo) mal riuscito. E questo perchè la rima labiale non è altro che l’unione di due tessuti di diversa natura, epidermide e mucosa, i quali, incontrandosi, generano una sporgenza anatomica illuminata in maniera più evidente rispetto alla zona sovrastante, all’interno della quale erroneamente si decide di tracciare il nuovo contorno. La dermopigmentazione mira principalmente a definire il contorno delle labbra, ad uniformare cromaticamente la mucosa, a correggerne le asimmetrie e creare effetti ottici di aumento – volume. Si tratta, come è facile capire, di una specializzazione estetica molto complessa, nella quale il vecchio “contorno labbra” lascia il posto a tecniche più evolute (effetti luminosi, ombreggiature, chiaroscuri) spostando l’attenzione dell’operatore verso un realismo visagistico più naturale.

Se fino a qualche tempo fa, ad esempio, il tipo di bocca più ammirato e richiesto era quello carnoso, “polposo” – cosa che suscitava spesso il rifiuto degli operatori più seri – oggi l’attenzione si è fortunatamente spostata verso un trattamento più discreto e appena percettibile, puntando ad una scelta del colore che tenga conto della tonalità dell’incarnato, della consuetudine al trucco e del linguaggio non verbale del volto. Un trucco permanente degno di nota è quello che passa inosservato anche agli occhi della persona più attenta, che però non manca di complimentarsi per la naturale bellezza di quelle labbra.

Di difficile esecuzione, ma sempre più richiesti, sono infine gli interventi di micropigmentazione per risolvere inestetismi come cicatrici (dovute ad incidenti o comparse ripetute di herpes ed acne), macchie cutanee e vitiligine. Si tratta di interventi dalla forte valenza emotiva, in quanto risolutori di complessi che, inevitabilmente, accompagnano questo genere di inestetismi. In questi casi le competenze e le conoscenze del dermopigmentatore vanno oltre le nozioni visagistiche alle quali si aggiungono sicuramente quelle anatomiche, istologiche e chimiche. “Stupire con semplicità”, insomma, è il consiglio sempre valido che do’ a chiunque decida di avvicinarsi al trucco permanente, cliente o operatore tecnico che sia. Forme esuberanti, tonalità cromatiche eccessive ed effimere illusioni sono licenze artistiche più adatte al libero sfogo della matita e del rossetto.

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