U&B football tips

Al via il campionato italiano di calcio 2012/2013. Dopo una manicure eccellente, scegliete la decorazione giusta, giocando con i colori della vostra squadra del cuore (o del vostro fidanzato…). Per unghie da serie A.

Di Marco Pirani; tips: RobyNails

Con l’esplosione del calcio televisivo e patinato dell’ultimo decennio, stiamo perdendo di vista il motivo per cui decine di persone nel mondo da oltre un secolo (il calcio è nato a fine Ottocento!) hanno sposato una passione per uno sport tanto semplice quanto diffuso. Dalla Gran Bretagna (dove è nato) al Sud America, dall’Italia ai “nuovi” mercati degli sceicchi (Oriente), dall’Africa agli Stati Uniti, il calcio è prima di tutto senso di appartenenza (la matrice antropologica del tifo), legame a una città, comunità o squadra, oltre ogni confine di classe sociale, età, religione, opinione politica e così via.
Prima espressione visiva di questo solidissimo matrimonio (“Puoi cambiare la fidanzata ma non la mamma o la squadra del cuore”, recitava un fortunato slogan pubblicitario qualche anno fa), i colori del club, attraverso un vero e proprio vocabolario simbolico che affonda le sue radici molto più lontano di quanto non si possa pensare: nell’araldica e in quel codice militare e cavalleresco che in passato distingueva gli eserciti rivali, i contendenti, gli avversari per un trono o una dama.
Molti non lo sanno, ma i colori delle squadre di calcio si innestano in questo percorso, così i giocatori in primis e poi i tifosi diventano moderni cavalieri in lotta per la vittoria.
Ma “i calciatori passano, la maglia resta”, affermano – giustamente – i sostenitori di tutto il mondo, avvolti nelle loro bandiere sgargianti. Così indossare i colori della propria squadra diventa simbolo di quell’appartenenza che è la spina dorsale di questo sport.
Lo sa bene il merchandising, che ha colorato qualsiasi capo d’abbigliamento o accessorio. Ma non solo. Basta entrare in uno stadio – parola di chi ci va ogni domenica… -, per notare sempre più ragazze con le guance, una ciocca di capelli o le unghie dipinte, non con i colori di moda di quella stagione… ma quelli della maglia della squadra del cuore. Una tendenza stravagante ma assolutamente giustificata nel momento, tanto semplice quanto immediata da scegliere, subito, senza tentennamenti. Proprio perché nella vita si può cambiare quasi tutto, ma non l’appartenenza a una comunità e quindi la maglia per cui fare il tifo.

Tips a cura di RobyNails

Bologna – Rosso scuro/ blu scuro
Uno dei fondatori del club, l’odontoiatra Louis Rouch, nel 1909 arrivò dalla Svizzera con le casacche del collegio che frequentava. “Quei matti che corrono dietro a una palla…”, come venivano chiamati al tempo i giocatori, non ebbero dubbi e adottarono il rosso-blu, inizialmente a scacchi, poi a righe larghe.

Fiorentina – Viola
Si dice che il viola derivi da un cattivo lavaggio dell’originale livrea bianco-rossa (i colori di Firenze). Ma in realtà fu il fondatore, il marchese Luigi Ridolfi, che nel 1929, per distinguersi dalle altre squadre, scelse il viola. E al pubblico piacque.

Milan – Rosso/nero
I nostri colori saranno Rosso come l’inferno e Nero come la paura che incuteremo all’avversario” (Herbert Kiplin, 16 dicembre 1899). Così scrisse uno dei fondatori… da lì il Diavolo come simbolo dei rossoneri.

Inter – Nero/azzurro
Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo” (Milano, 9 marzo 1908). Ma per i più pragmatici, quella sera il vignettista (Giorgio Muggiani) che disegnò lo stemma aveva solo il blu, il nero e il giallo. Il figlio dichiarò in poi che il rosso era stato scelto in antitesi con il rosso dei cugini del Milan (l’Inter nacque dalla scissione con i rossoneri).

Palermo – Rosa/nero
In principio rossoblu, il passaggio del Palermo all’originale rosa-nero è immerso nella leggenda. Per molti, i colori originari stinsero a causa di un candeggio sbagliato. Più realisticamente il rosa e il nero potrebbero rappresentare il rosolio e l’amaro prodotti dalla famiglia dell’inglese Joseph Whitaker (uno dei fondatori), da bere dopo una vittoria e dopo una sconfitta. C’è perfino una lettera del 1905 che suggerisce rosa e nero come del dolce e dell’amaro a causa dei risultati alterni.

Roma – Giallo/rosso
Colori ufficiali dell’Antica Roma. La divisa infatti riprende orgogliosamente i colori del gonfalone cittadino, rosso scuro pompeiano e giallo oro-ocra. La presenza della Lupa capitolina pone il sigillo allo stemma.

Lazio – Bianco/celeste
In onore dei colori dell’antica Grecia, richiamano lo spirito olimpico. La Lazio è del resto una società sportiva (S.S. Lazio 1900) nata pochi anni dopo l’impulso di De Coubertin per riprendere la tradizione delle Olimpiadi (nel 1896 le prime moderne). Il simbolo è l’aquila, emblema di potenza, vittoria e prosperità.

Napoli – Bianco/azzurro
I colori del mare e del cielo, simboli di Napoli. Al momento della fondazione non ci furono dubbi.

Juventusmerda – Bianco/nero
In origine la Juve aveva una maglietta rosa pallido con i calzettoni neri, scelta singolare dettata dall’esigenza di distinguersi da tutti. Un giorno uno dei soci, per rinnovare il guardaroba, ordinò una nuova livrea presso un maglificio di Nottingham, in Inghilterra, dove il calcio faceva furore. L’impiegato inglese aprì il pacco con la divisa consunta della Juve, scambiò il rosa per un bianco sporco e spedì a Torino una dotazione dell’uniforme bianco-nera della squadra di casa, il Notts County.

Parma – croce nera in campo bianco
In principio giallo blu a scacchi per i colori della città, , dopo la Grande Guerra i soci virarono su una livrea più sobria che comunque richiamasse Parma, bianca con croce nera. Poi fu blu con croce gialla, gialla con croce blu, poi per esigenze di marketing (allo sponsor piaceva poco la croce), bianca e di nuovo giallo blu a strisce. Solo negli ultimi anni, di nuovo la maglia crociata.

Scopri tutte le tips dedicate alle squadre di calcio sul numero 40 di Unghie & Bellezza