Foto gallery nail art – U&B mar/apr 2017


Il vademecum per la gestione redditizia di un salone


Dal posizionamento sul mercato alla cura dei dettagli (musica, profumi), tutto quello che dovete sapere.

Di Margherita Tarallo
10 ingredienti per un nail center di successo… e non solo

  1. Decidi dove stare. Low cost o alta gamma? Dal punto di vista sociale ed economico, le abitudini di consumo si stanno separando: ciascuno di noi, in base a gusti e priorità, quando acquista decide di farlo o al minor prezzo possibile (se quell’acquisto ha scarsa rilevanza), oppure ricercando la migliore qualità, anche a costo di pagare di più. La via di mezzo si sta assottigliando, e per te che hai un centro estetico questo dato è di fondamentale importanza perché ti sta urlando: non stare nel mezzo. Spesso, per la voglia di accontentare tutti si resta nel mezzo, con prezzi, servizi e prodotti medi. Ma è la scelta più pericolosa che oggi un imprenditore possa fare, in qualunque settore. Scegli dove stare: o nel basso costo (e quindi la tua strategia sarà low cost, basata sull’economicità dei servizi), o nell’alta gamma (e la strategia sarà improntata a offrire un valore aggiunto che giustifichi il surplus di prezzo rispetto alla concorrenza). Scegli, ma senza vie di mezzo!
  2. Mantieni le promesse. Dio perdona… il cliente no Una volta deciso, le strade si dividono. Se hai scelto di posizionarti nel basso costo (e mi auguro tu lo abbia fatto non scegliendo la via più semplice ma calcolando la sostenibilità del centro e la potenzialità del territorio di riferimento), sei fortunato: le aspettative del cliente sono semplici da soddisfare. Quando spendiamo poco, l’aspettativa si ridimensiona. Se pranziamo in un ristorante con menu fisso a 9 euro quale sarà il desiderio? Non stare male. E sarà facile renderci soddisfatti. Ma se al contrario decidiamo di andare in un locale di lusso, ci trasformiamo in clienti diversi (sebbene siamo sempre le stesse persone). In quel caso, infatti, analizzeremo sotto la lente di ingrandimento tanti piccoli dettagli, che nel ristorante a menu fisso non avremmo preso in considerazione.
    Maggiore è il prezzo dei tuoi prodotti e servizi, più grandi e difficili saranno le aspettative del cliente. Perché con il tuo posizionamento stai facendo delle promesse. E le promesse, si sa, vanno sempre mantenute se non si vogliono creare delusioni.
    Ecco perché è difficile costare: il cliente che spende molto non perdona nulla.
  3. Cura i dettagli. Relazioni, comfort e 5 sensi Se hai deciso di posizionarti nell’alta gamma, il tuo obiettivo deve essere la cura maniacale dei dettagli. Le aspettative in questa fascia si possono soddisfare e superare nella misura in cui non ti concentri solo sugli aspetti “tangibili”, ossia sulla qualità dei servizi e dei prodotti. Il cliente che spende tanto dà per scontato la qualità, perché il suo pensiero è: “E ci mancherebbe altro, con tutto quello che mi costa!”. Il grande lavoro riguarda la cura degli aspetti intangibili, che riguardano le relazioni, il comfort e la cura di tutti e cinque sensi. Continua a leggere e scopri come.
  4. Seleziona il meglioOsserva le persone che lavorano nel centro (te compresa) e rispondi: “Siamo il meglio per il cliente?”. E non parlo solo di aspetti tecnici, ma anche di aspetti caratteriali. Sono eccellenti nella comunicazione e nel rapporto con il cliente, nella risoluzione delle problematiche e nella gestione dello stress? Sono sorridenti e piacevoli, o sono quelle persone che amplificano i problemi e le cattive notizie e che affrontano tutto con sforzo e superficialità? Se la risposta è “assolutamente si!”, avrai risultati positivi. Se la risposta è “no”, non te la prendere con la crisi se i risultati stentato ad arrivare. Ma con te stessa, che ti stai accontentando dell’abbastanza, mentre il cliente vuole il meglio.
  5. Occhio alla vista. Colori, arredi e oggetti Quando rimaniamo troppo in un ambiente ci abituiamo a cose che se vedessimo per la prima volta ci salterebbero all’occhio in maniera negativa. Ma il cliente non è nel tuo centro tutti i giorni, quindi quando ha l’occhio allenato e nota tutto quello che non va. Tu osserva con occhio critico, spogliandoti da tutte le abitudini, e ricerca quelle sfumature che puoi rendere eccellenti già alla vista. Scegli con cura i colori e le forme che rappresentano il tuo centro, consapevole che saranno le primissime cose rilevate dal cliente. “Anche l’occhio vuole la sua parte” è quanto mai vero quando si parla di benessere, perché lo stare bene parte da ciò che osserviamo.
  6. Questione di naso. Il tuo centro profuma? Secondo recenti studi di Neuromarketing, il 75% delle emozioni sono innescate dagli odori. L’olfatto è il più sensibile dei sensi: riesce a distinguere 10.000 differenti odori e ha un potente potere evocativo di ricordi, influenzando il comportamento. Se vuoi che i clienti si affidino a te, oltre che con i fatti puoi parlare al loro inconscio con il talco. Il perché è facile: tutte le volte che lo sentiamo, la prima immagine evocata è quella dell’infanzia, dove potevamo fidarci della persona che lo cospargeva con amore sul nostro corpicino. Se desideri invece dare all’ambiente un tocco energizzante, utilizza essenze di agrumi. E così via. Quale ricordo vuoi sia associato al tuo centro? Che tipo di sensazioni desideri che provino i tuoi clienti? Pensaci, e pensa al loro naso.
  7. Ci vuole orecchio. Musica o rumore? Chi non ha mai provato l’esperienza terrificante di trovarsi in un posto, anche gradevole, ma con un sottofondo così fastidioso da renderlo insopportabile? Nel tuo centro questo può avvenire se la radio è sintonizzata su frequenze poco gradite, o con troppa pubblicità, o se viene trasmessa della musica poco coerente con il servizio erogato in quel momento. Ma anche se si tende a parlare non accorgendosi che il cliente desidererebbe solo un sano e rigenerante silenzio dopo una giornata interminabile di lavoro.
  8. Caccia agli sprechi. “Abbiamo sempre fatto così”… Sono ovunque, ma ci hai fatto l’abitudine. Sono sprechi che erodono oltre il 40% degli utili, eppure nessuno ci fa caso. Li troverai nelle azioni quotidiane, nelle procedure ridondanti stabilite 15 anni fa e ora totalmente inutili, tutte le volte che qualcuno afferma “ma abbiamo fatto sempre così”, senza chiedersi se quel “così” può essere sostituito da qualcosa di più snello ed efficiente. Li troverai nei computer intasati di informazioni inutili, di mail mai lette, di programmi lenti e vecchi. Ci preoccupiamo di come aumentare le vendite e raramente di come recuperare gli utili eliminando gli sprechi. Una follia.
  9. Attenti alla gabbia. Costruisci relazioni, ascolta Il tuo centro potrebbe trasformarsi nella tua gabbia, imprigionata tuo malgrado. Trova una via di fuga, o rischi di perdere lucidità. Esci ma non solo per partecipare a incontri del tuo settore, anzi prediligi quelli diversi dal tuo. Costruisci relazioni, partnership, alleanze. Offri la tua esperienza, ascolta chi sta ottenendo risultati migliori, non rinchiuderti nel tuo micro mondo. Perché spesso qualcuno ha già la soluzione che cerchi, e ti eviterà di perdere tempo e denaro. Se pensi che questo non sia lavoro o sia tempo buttato via, è perché fino ad ora non lo hai fatto abbastanza o non lo hai fatto bene.
  10. Scegli il tuo perché. Lavora per essere felice Ricordati che le persone più felici hanno sempre scopi elevati, che non si limitano alla sopravvivenza, o a un aumento del fatturato. Forse non sono le più famose o le più ricche, ma sono quelle che hanno compreso che il lavoro è uno strumento per realizzarsi come individui e non un fine. Tanto meno una disgrazia da accettare con frustrazione. Alza lo sguardo, osserva quello che davvero ti farebbe stare bene, e non scendere a compromessi con niente e con nessuno. Trova la tua realizzazione personale, e non solo il tuo successo.

Minimalier


Elegante sintesi fra la trama animalier e l’effetto minimal.

Nail art: Chiara Amendola (master Nailover); foto: Gabriele Malagoli

PuòMinimalier Elegante sintesi fra la trama animalier e l’effetto minimal. foto: Gabriele Malagoli una texture sempre di moda ma un po’ aggressiva come l’animalier (zebrato, tigrato, leopardato, ecc) essere alleggerita e diventare più portabile, perfino sobria?
Assolutamente sì. Ne parliamo con Chiara Amendola, Master Nailover.

“L’animalier è uno stile che va sempre di moda, torna e ritorna dalle sfilate di moda agli accessori e viene riproposto in ogni stagione. Ma presta il fianco alla critica quando diventa troppo aggressivo. E può allontanare per questo quella fetta di pubblico femminile che preferisce la sobrietà agli eccessi e teme di apparire volgare con decori troppo audaci. La fantasia, la nail art ci vengono in soccorso: possiamo così alleggerire l’animalier con alcuni accorgimenti minimal, come il tono su tono e la preferenza di colori chiari per le macchie di colore che richiamano il maculato, senza riprodurlo esattamente. L’effetto sarà decisamente più sobrio, portabile per tutte le donne. E nel bouquet di proposte del vostro salone ci sarà una nuova texture, diversa dai soliti fiorellini. È una decorazione buona per tutte le stagioni: basterà adeguarsi ai colori più adatti e in voga del momento per avere una nail art fresca e originale”.


Foto gallery nail art – U&B nov/dic 2016


Foto gallery nail art – U&B ottobre 2016


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Foto gallery nail art – U&B agosto 2016


Foto gallery nail art – U&B giugno 2016 – 2^ parte